Safer Internet Day 2026: cyberbullismo in aumento e IA sempre più presente nella vita degli adolescenti
In occasione del Safer Internet Day 2026, in programma martedì 10 febbraio, Save the Children richiama l’attenzione sull’urgenza di rafforzare l’educazione digitale e l’uso consapevole della rete da parte di bambini, bambine e adolescenti. Un appello che arriva in un contesto segnato da un aumento significativo dei rischi online, ma anche da una presenza sempre più pervasiva delle tecnologie digitali – intelligenza artificiale compresa – nella quotidianità dei più giovani.
Cyberbullismo e violenza online: numeri che preoccupano
I dati parlano chiaro. Quasi un adolescente su due tra i 15 e i 19 anni (47,1%) dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo: messaggi offensivi, minacce, insulti via web o esclusione da chat e gruppi online. Un fenomeno in forte crescita rispetto al periodo pre-pandemico, quando la percentuale si fermava al 34,1%.
Anche le rilevazioni Istat del 2023 confermano un quadro critico: circa il 20% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni riferisce di aver subito più volte al mese episodi offensivi, aggressivi o diffamatori, sia online sia offline. Non mancano, seppur in percentuale minore, situazioni di violenza fisica reiterata.
Secondo Save the Children, questi numeri rendono evidente la necessità di investire in modo strutturale su un accesso alla rete che sia non solo diffuso, ma anche competente e sicuro, capace di tutelare i diritti dei minori e promuovere relazioni rispettose.
Intelligenza artificiale: uno strumento quotidiano (anche emotivo)
Un capitolo centrale riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli adolescenti. Un’indagine condotta da Save the Children con CSA Research rivela che il 92,5% dei ragazzi intervistati utilizza strumenti di IA. Le principali motivazioni sono la ricerca di informazioni (35,7%) e il supporto allo studio e ai compiti (35,2%), ma non mancano traduzioni, scrittura di testi e utilizzi ludici.
Colpisce però la dimensione relazionale ed emotiva: oltre due adolescenti su cinque dichiarano di aver chiesto aiuto all’IA in momenti di tristezza, solitudine o ansia, e una percentuale simile per ricevere consigli su scelte importanti legate a relazioni, scuola o lavoro. Per molti, l’IA è apprezzata perché “sempre disponibile”, “competente” e, in alcuni casi, perché “non giudica”.
Più della metà degli utilizzatori afferma di aver chiesto consigli su questioni rilevanti per la propria vita e quasi due su tre hanno trovato più soddisfacente il confronto con uno strumento di IA rispetto a quello con una persona reale. Un dato che interroga profondamente il mondo educativo.
Connessione continua, relazioni non cancellate
L’accesso alla rete resta, tuttavia, anche un’importante opportunità di relazione e partecipazione. Oltre l’80% dei preadolescenti tra gli 11 e i 13 anni utilizza internet per comunicare con gli altri; quasi un terzo è connesso con amici più volte al giorno. Questo uso intenso non sembra però ridurre le relazioni faccia a faccia: tra gli 11-19enni sempre online, il 29% vede gli amici ogni giorno, una quota persino più alta rispetto a chi non è mai connesso.
Il ruolo decisivo di scuola e adulti
In questo scenario complesso, Save the Children ribadisce il ruolo chiave di genitori, insegnanti e adulti di riferimento nell’accompagnare i minori verso un uso critico e sicuro degli strumenti digitali. Per questo l’organizzazione ha messo a disposizione una guida articolata per fasce d’età, con indicazioni pratiche su regole, buone pratiche, protezione delle identità online e gestione dei social network.
Ampio spazio è dedicato anche alle responsabilità delle grandi piattaforme, come previste dal Digital Services Act, e al ruolo centrale della scuola e dell’alleanza scuola-famiglia nello sviluppo delle competenze digitali.
Connessioni Digitali: dalla sperimentazione alla piattaforma nazionale
Dal 2021 Save the Children è impegnata nelle scuole secondarie di primo grado con il progetto Connessioni Digitali, che ha coinvolto circa 8 mila studenti e 1.500 docenti in oltre 145 scuole. I percorsi, integrati nel curriculum di Educazione civica, hanno prodotto risultati significativi in termini di competenze digitali e civiche, inclusione e partecipazione.
Forte di questa esperienza, il progetto compie ora un salto di scala con il lancio di una piattaforma digitale gratuita e aperta a tutti i docenti, pensata per ampliare l’impatto dell’iniziativa. La piattaforma offre percorsi didattici flessibili, webinar formativi accreditati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, spazi di confronto tra insegnanti e un contest annuale per valorizzare i lavori delle classi.
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