Scuole chiuse ma registri elettronici aperti: 7 studenti su 10 hanno ricevuto i compiti durante le vacanze
I compiti per le vacanze non vanno mai in vacanza. E l’ultima occasione lo conferma: ben sette studenti su dieci (il 69%) hanno ricevuto tramite registro elettronico, mail o chat almeno una parte delle assegnazioni per Natale, tra un cenone e una giocata. A rivelare il dato – che riaccende la polemica sulla maleducazione digitale dei docenti italiani – è il portale Skuola.net che ha intervistato oltre 1.200 alunni di scuole medie e superiori al rientro dalla recente pausa scolastica.
Il tutto, infatti, avviene purtroppo ignorando le indicazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, che lo scorso maggio ha raccomandato di non assegnare i compiti al di fuori del tempo scuola e di farli trascrivere sul diario oltre che riportarli sul registro elettronico.
La contromossa delle ragazze e dei ragazzi, però, non si è fatta attendere. Perché, a quanto pare, a fronte di questo carico prolungato e spesso percepito come eccessivo – così per circa il 45% degli intervistati – gli studenti hanno risposto con un ricorso massiccio alle “scorciatoie” digitali, Intelligenza Artificiale su tutto: oltre la metà dice di aver chiesto aiuto all’IA – in via esclusiva (25%) o in tandem con altri siti web (27%) – per portare a termine il lavoro.
Ma è soprattutto il dato della tempistica con cui sono arrivate le consegne a far riflettere: i supplementi recapitati fuori tempo massimo non sono stati la ciliegina ma, piuttosto, l’intera torta. Visto che, per una fetta importante di alunni – pari al 26% del totale – la maggior parte dei compiti è stata assegnata dai docenti proprio nel bel mezzo delle feste, spesso ostacolando i programmi per le vacanze dei ragazzi e, di riflesso, delle loro famiglie.
Così, di fronte a un impegno così prolungato, il supporto esterno è diventato la norma. Il ricorso al digitale (siti web o AI), nel complesso, coinvolge il 70% degli studenti: a quel 52% che ha usato l’Intelligenza Artificiale va sommato un 18% che ha consultato solo risorse web classiche (motori di ricerca, portali di appunti per la scuola, forum, ecc.). Cosicché, alla fine, solamente il 30% non ha “navigato” durante lo svolgimento degli esercizi.
Questo trend è guidato in modo netto dalle scuole superiori, dove la percentuale di chi si è affidato a supporti digitali tocca il 75%, distanziando i ragazzi delle medie, che si fermano al 52%.
Per i più piccoli, al contrario, la tradizione dell’aiuto umano è ancora fortissima. Sebbene, mediamente, appena un quarto degli studenti (25%) dica di aver chiesto una mano a genitori o parenti per accelerare sulla tabella di marcia, tra gli alunni delle scuole medie il dato esplode: qui quasi un ragazzo su due (il 48%) ammette di aver ricevuto aiuto in famiglia, una percentuale tre volte superiore rispetto al 18% registrato tra i loro colleghi più grandi.
In ogni caso, queste dinamiche si svolgono in un contesto in cui il carico di lavoro è vissuto diffusamente con difficoltà. Nonostante un encomiabile 81% degli studenti dichiari di aver completato “tutti o quasi tutti” i compiti assegnati, la percezione dello sforzo fatto per arrivare a quel risultato rimane palpabile. Perché ben il 46% degli alunni delle superiori e il 42% di quelli delle medie ha giudicato la quantità di compiti come “troppa”.
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