Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze: ecco 7 donne che ti faranno venir voglia di studiare le STEM

Chi dice che la scienza è roba da uomini? Certo, in Italia la percentuale di donne che occupano posizioni tecnico-scientifiche è tra le più basse dei Paesi Ocse: il 31,7% contro il 68,9% di uomini e solo il 5% delle 15enni italiane aspira a intraprendere professioni tecniche o scientifiche. Eppure di esempi femminili che hanno amato queste materie tanto da dare un contributo davvero significato nel loro sviluppo ce ne sono state diverse e ognuna di loro può essere di ispirazione. In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze di oggi, 11 ottobre, ne ricordiamo 7 che ti faranno venir voglia di studiare le STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics).

1. Ada Lovelace, la madre dei computer

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Matematica inglese nota soprattutto per il suo lavoro alla macchina analitica ideata da Charles Babbage. Tra i suoi appunti al riguardo si rintraccia anche un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli, considerato come il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che Ada Lovelace è spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.

2. Grace Hopper, la pioniera della programmazione informatica

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Definita da molti una pioniera della programmazione informatica, ottenne il Ph.D. in matematica nel 1934 a Yale, insegnando per i due anni successivi presso Vassar, per poi entrare a far parte della Riserva della Marina nel 1943. Famosa per il suo lavoro sul primo computer digitale della Marina, Harvard Mark I, fu assegnata presso l’ufficio per l’Ordenance Computation Project dell’università di Harvard.

3. Samantha Cristoforetti e il record femminile ed europeo di permanenza nello spazio

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Aviatrice, ingegnere, astronauta militare italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Con la missione ISS Expedition 42/Expedition 43 Futura del 2014-2015 ha conseguito il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni).

4. Margaret Hamilton e lo sbarco dell’uomo sulla Luna

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Informatica, ingegnere e imprenditrice statunitense. È stata la direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, che sviluppò il software di bordo per il programma Apollo. Il team della Hamilton ha risolto le complicazioni relative allo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, garantendo il successo della missione. Nel 1986, la Hamilton ha fondato la Hamilton Technologies, Inc. nella città di Cambridge, Massachusetts. La società nacque per sviluppare il cosiddetto Universal Systems Language basato sul paradigma di Development Before the Fact (DBTF) per la progettazione di sistemi e di software. La Hamilton ha pubblicato più di 130 articoli, atti e relazioni su vari argomenti; ha lavorato a 60 progetti ed è stata coinvolta in sei grandi programmi.

5. Margherita Hack e l’amicizia con le stelle

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Astrofisica e divulgatrice scientifica italiana. Ha occupato la cattedra di professore ordinario di astronomia all’Università di Trieste dal 1964 al 1º novembre 1992. È stata la prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale[14]. Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste. Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. In Italia, con un’intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell’utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale. Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario. Nel 1994 ha ricevuto la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica, nel 1995,il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica. 

6. Marie Curie, il radio e il polonio

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Chimica e fisica polacca naturalizzata francese. Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per i loro studi sulle radiazioni e, nel 1911, del premio Nobel per la chimica[2] per la sua scoperta del radio e del polonio. Marie Curie è stata l’unica donna tra i quattro vincitori di più di un Nobel e, insieme a Linus Pauling, l’unica ad averlo vinto in due aree distinte.

7. Rita Levi Montalcini

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Neurologa e senatrice a vita italiana, Premio Nobel per la medicina nel 1986. Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta per la quale è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina. Insignita anche di altri premi, è stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Il 1º agosto 2001 è stata nominata senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”. È stata socia nazionale dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche ed è stata socia-fondatrice della Fondazione Idis-Città della Scienza.

Un progetto per superare gli stereotipi

Superare gli stereotipi culturali per valorizzare il concetto di diversità come risorsa inclusiva nella società e nella famiglia. Questo è stato lo scopo principale del progetto “Scuola plurale. Il tempo delle donne: le donne nel tempo” che ha previsto nei mesi scorsi il coinvolgimento di tre realtà scolastiche, quella del capofila Istituto d’Istruzione Superiore, Giosuè Carducci, dell’Istituto comprensivo Falcone e Borsellino e dell’Istituto comprensivo Fratelli Bandiera, tutti con sede nel quartiere Nomentano di Roma. Tuttoscuola ha abuto un ruolo particolare nel progetto, quello di diffonderne gli esiti sia durante e alla fine del suo svolgimento. Si è trattato di un progetto che ha preso vita grazie alla Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento per le Pari Opportunità che ha destinato un finanziamento da impiegare in attività riguardanti il tema delle pari opportunità considerate in una logica interdisciplinare incentrata su italiano, “parole e linguaggio”. Così, dallo scorso mese di maggio e fino e allo scorso settembre gli studenti sono stati coinvolti in una serie di attività di formazione che hanno visto alternarsi momenti di didattica cosiddetta tradizionale a momenti di didattica innovativa.

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