Anief: Le bufale sui punteggi gonfiati delle graduatorie ad esaurimento

Risposta alle tesi della Lega

L’Anief non ci sta ad avallare la tesi della Lega secondo cui, come riferito da Tuttoscuola a proposito di un servizio del sen. Pittoni sulla Padania, molti punteggi degli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento sarebbero gonfiati, e chiede “un minimo di rispetto per il merito e il servizio prestato, a garanzia della professionalità dei docenti”.

L’Anief – si legge in un comunicato dell’Associazione – rimanda al mittente le criticità evidenziate sui punteggi da chi intende giustificare un nuovo sistema di reclutamento sostitutivo delle attuali graduatorie ad esaurimento che devono essere riaperte per consentire l’aggiornamento del punteggio e il cambio di provincia dei docenti inseriti”.

L’Anief ricorda che nel 2004 con la legge 143 si decise di ridurre la forbice della valutazione tra il voto più alto e il voto più basso presso all’esame finale di abilitazione all’insegnamento (da 12 / 36 si passò all’attuale da 4/12), “in totale spregio del merito”; “un’idea che oggi si riprende come se chi ha studiato e chi non ha studiato per diventare insegnante sono allo stesso livello”.

L’Associazione ricorda inoltre che il dottorato, diversamente da quanto ritenuto dalla Lega, “non si consegue on-line e che addirittura nel nostro ordinamento per legge dovrebbe essere, dal 1984, titolo preferenziale per l’accesso ai concorsi per dirigente pubblico, ragion per cui la valutazione di punti 12 non sembra così abnorme rispetto allo scandalo dei titoli on-line”.

Chi critica le graduatorie – conclude l’Anief – dovrebbe prima dire chiaramente quale sistema vuole: un sistema dove prevale il merito, ovvero il punteggio di ciascun candidato, il voto di abilitazione di accesso alla professione, l’eventuale esperienza in servizio e i titoli didattici posseduti o un sistema dove prevale il domicilio, la tessera di partito o del sindacato, la chiamata diretta dei dirigenti scolastici o politici?  Nel primo caso, siamo dentro i confini della Costituzione, allora, forse, diventa quasi sterile l’attuale dibattito sulla validità delle graduatorie, nel secondo, invece, cediamo il sistema della formazione all’arbitrio dei potenti amici di turno..”.