Sicurezza a scuola. I dati ‘non attuali’ sugli edifici scolastici che restano attuali
In risposta al giornalista Gian Antonio Stella, che sul Corriere della Sera aveva commentato i dati sull’edilizia scolastica, emersi da uno studio di Tuttoscuola, il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara aveva dichiarato, tra l’altro, “per meglio comprendere la situazione è decisivo produrre alcuni elementi che l’articolo non cita. Innanzitutto, i dati considerati nello studio di Tuttoscuola non sono attuali, si riferiscono all’anno scolastico 2023/2024, cioè a 2 anni fa, quando non erano ancora iniziati i grandi lavori di messa in sicurezza della scuola italiana avviati da questo Governo”.
Era martedì 3 settembre e i dati che il ministro aveva ritenuti “non attuali” erano, comunque, i più recenti, in quanto pubblicati proprio sul Portale unico del Ministero poco più di un mese prima, il 14 luglio 2025. Ma c’è di più. Poiché verso la fine di luglio un parlamentare dell’opposizione aveva criticato il ministero, affermando che la pubblicazione dei dati sull’edilizia scolastica era ancora ferma all’anno scolastico 2022-23 (ignorando l’avvenuta pubblicazione per il 2023-24 un paio di settimane prima!), l’allora Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione assicurava la pubblicazione dei dati relativi al 2024-25 (addirittura), sorvolando sul fatto che i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica per ognuno dei 40mila edifici scolastici sono suddivisi in undici aree, ognuna delle quali articolata in vari indicatori (oltre 60).
Proprio per tutto questo, i dati dell’edilizia scolastica richiedono molto tempo di predisposizione, di raccolta e di trasmissione per la pubblicazione. Non per niente i dati del 2023-24 sono stati pubblicati nel luglio del 2025, cioè 23 mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico.
Quelli del 2024-25 dovrebbero uscire nella prossima estate, tanto che quelli pubblicati il 6 agosto 2025 incompleti (non era mai successo da quando esiste il Portale) sono accompagnati da questa precisazione: “Sono in corso gli ultimi aggiornamenti relativi all’associazione tra gli edifici ed i punti di erogazione del servizio (PES)”. E sono passati, nel frattempo, quasi otto mesi da quella frettolosa pubblicazione di questa estate. Tuttavia, pur incompleti nei dati, le percentuali sulla sicurezza degli edifici scolastiche corrispondono quasi alla virgola a quelli del 23-24 che il ministro aveva considerato non attuali, cioè a 2 anni fa, quando non erano ancora iniziati i grandi lavori di messa in sicurezza della scuola italiana avviati da questo Governo.
Ma quei lavori per la messa in sicurezza della scuola, ancorché da apprezzare per l’impegno profuso, produrranno gli effetti sperati gradualmente e, comunque, non potranno colmare il pesante gap accumulato nel corso degli anni.
Se si considera, infatti, che la percentuale delle certificazioni sulla sicurezza dei 40mila edifici scolastici attualmente è in media al di sotto del 40%, ci vorranno miliardi e miliardi di euro impegnati per anni per conseguire elevati livelli di sicurezza.
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