Servono quasi 5 miliardi per le certificazioni di prevenzione incendi degli edifici scolastici

Due giorni prima della tragedia di Capodanno a Crans Montana (Svizzera), che sembra avere avuto come principale concausa il mancato rispetto delle norme antincendio, il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara aveva comunicato di avere firmato un decreto di stanziamento di ulteriori 206,8 milioni di euro proprio per l’adeguamento alla normativa antincendio nelle scuole e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici, che andavano a sommarsi ai 223,7 milioni stanziati un mese prima per il finanziamento di 1.155 interventi.

Insomma il Governo in carica sta facendo molto, ma il gap da colmare – conseguenza di decenni di non adeguata attenzione e di carenza di fondi – è enorme. Il nuovo stanziamento dovrebbe consentire il finanziamento di altri 1.068 interventi, per complessivi 2.223 interventi, corrispondenti a poco meno di un decimo di quelli mancanti per assicurare a tutti gli edifici scolastici il regolare possesso del CPI.

Oltre il 43,4% delle risorse è destinato agli enti locali delle regioni del Mezzogiorno.

Complessivamente, dunque, oltre 430milioni di euro sono stati stanziati recentemente per l’adeguamento delle norme antincendio, di cui poco meno di 190milioni riservati a Enti Locali del Mezzogiorno.

In base agli ultimi dati pubblicati il 14 luglio scorso sul Portale Unico del MIM riferiti all’anno scolastico 2023-24, tra i 39.993 edifici scolastici nei quali funzionano le scuole statali risultano in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) soltanto 13.514 edifici, pari al 33,8%, percentuale confermata dai dati quasi completi del 2024-25.

Praticamente, soltanto un terzo degli edifici scolastici risulta in possesso del CPI, mentre i restanti due terzi, corrispondenti a 26.479 edifici, ne sono privi, tra cui 11.326 (43%) nelle regioni del Mezzogiorno.

I 430milioni di euro stanziati per circa 2.223 interventi serviranno a ridurre a 24.256 gli edifici privi di CPI, pari ad oltre il 60% degli attuali edifici scolastici.

Se si considera che i 430milioni di euro stanziati per 2.223 interventi corrispondono mediamente a 193.657 euro ad intervento, per i 24.256 edifici scolastici privi di CPI dovrebbero servire altri 4miliardi e 700milioni di euro, senza considerare altre ingenti risorse per il superamento delle barriere architettoniche, per gli interventi di collaudo statico e l’attuazione delle norme antisismiche, nonché per le certificazioni di agibilità e l’omologazione delle centrali termiche.

È indubbiamente da apprezzare l’attuale sforzo finanziario, ma, come si può constatare, il percorso per assicurare a tutti gli edifici scolastici la certificazione di prevenzione antincendi è molto lungo e richiede notevoli risorse finanziarie straordinarie.

Il decreto milleproroghe 2025 ha prorogato al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per acquisire il CPI, ma, senza nuovi cospicui stanziamenti, sarà molto difficile che il termine venga rispettato.

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