Maturità: per il Garante della privacy le prove Invalsi non fanno parte del diploma

Alla vigilia della comunicazione, da parte del MIM, delle discipline oggetto della seconda prova scritta e delle quattro materie del colloquio della maturità 2026, un parere del Garante interviene sulla vexata quaestio della pubblicabilità dell’esito individuale delle prove Invalsi, e quindi della loro utilizzabilità da parte delle Commissioni d’esame in sede di valutazione finale.

Il parere, che riguarda le informazioni contenute nel curriculum delle studentesse e dello studente di cui allo schema di decreto del MIM attuativo dell’art. 1, comma 4 del D.L. 9 settembre 2025 n. 127 – che impegnava il Ministero a comunicare i risultati delle prove standardizzate Invalsi agli studenti, integrandoli nella parte IV del Curriculum delle studentesse e degli studenti (previsto all’articolo 1, comma 30, della legge n. 107/2015) – è chiaro e puntuale, ed è negativo, perché delle quattro parti di cui è composto il “Curriculum”:

Parte I – “Istruzione e formazione”, che riporta i dati contenuti nella sezione “Percorso di studi” dell’E-Portfolio;

Parte II – “Certificazioni”, che riporta le informazioni contenute nella sezione “Sviluppo competenze” dell’E-Portfolio, relative alle certificazioni conseguite dagli studenti;

Parte III – “Attività extrascolastiche”, che riporta le informazioni contenute nella sezione “Sviluppo competenze” dell’E-Portfolio, relative alle attività svolte dagli studenti in ambito extrascolastico;

Parte IV – “Prove Nazionali”, che riporta, in apposita sezione a cura dell’Invalsi, la descrizione dei livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi (art. 19 del Dlgs. n. 62/2017),

solo le prime tre parti potranno essere conosciute dalla Commissione prima dello svolgimento dell’esame di maturità, mentre la quarta sarà messa a disposizione degli studenti solo dopo il conseguimento del diploma, e spetterà a loro decidere se allegarla o meno al diploma conseguito.

La motivazione addotta dal Garante è che la finalità delle prove Invalsi è quella di misurare le performance del sistema nel suo complesso, non quelle individuali. Una motivazione forse corretta dal punto di vista strettamente giuridico, ma assai meno da quello pedagogico: perché sottrarre alle Commissioni una informazione così importante?

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA