Tuttoscuola: Il Cantiere della didattica

Rappresentanti: figure di supporto o semplici ‘controllori’?

di Ester Manzulli,
insegnante scuola dell’Infanzia

Essere rappresentanti di sezione è un compito che crea davvero molte aspettative in alcuni genitori, un ruolo che spaventa qualcuno al pensiero di non poter dedicare abbastanza tempo alla scuola come richiesto, un posto molto ambito per altri. I rappresentanti sono figure di aiuto e supporto all’organizzazione scolastica o piuttosto di rilevamento continuo di ciò che non funziona nella struttura e di critiche del lavoro svolto dal personale?

La risposta

La presenza dei rappresentanti di sezione è sancita già a partire dall’art 5 del D.L. 297/1994 nella parte dedicata agli Organi Collegiali ed essendo dunque prevista dalla legge non è messa in discussione. È importante però ragionare su quali siano i compiti richiesti ai rappresentanti, su come rendere la loro presenza all’interno della scuola un arricchimento ed una fonte di aiuto e sostegno sia per gli altri genitori che per il DS che le insegnanti, in un’ottica di trasparenza e condivisione della realtà scolastica vissuta dai bambini, ma anche di rispetto dei ruoli educativi e della professionalità delle figure a cui vengono affidati i figli.

I rappresentanti vengono eletti, o riconfermati, una volta all’anno. Le elezioni sono indette dal Dirigente Scolastico entro il 31 ottobre e tutti i genitori sono elettori ed eleggibili e restano in carica fino alle elezioni successive, quindi anche all’inizio dell’anno seguente, se ancora presenti a scuola. Partendo da questo punto comune a tutte le scuole, ciascuna realtà adatta poi i compiti e le richieste in base alle diverse necessità legate al numero di sezioni e a tutte le preziose caratteristiche che ne determinano l’unicità identitaria. È fondamentale dunque che tutti i genitori conoscano bene il PTOF della scuola (nato come POF dal DPR 275/1999) che rappresenta lo strumento contrattuale e formativo fra la scuola, le famiglie e il contesto territoriale. L’intenzione del Piano è quella di garantire una corretta informazione rendendo trasparente e verificabile quanto fatto dalla scuola, assumendosi nel contempo la responsabilità diretta dei risultati che produce e richiamando la necessità di un rapporto collaborativo autentico con le famiglie nel rispetto dei confini e dei ruoli, nell’ottica del lavorare insieme per il fine comune a tutti, il benessere dei bambini.

L’importanza del dialogo e della collaborazione trova poi un’innovativa dimensione nel Patto di Corresponsabilità educativa previsto dal DPR 235/2007, che tutti i genitori sono chiamati a firmare e che insiste sul coinvolgimento diretto e coordinato della scuola e delle famiglie, sul percorso formativo ed educativo degli alunni.

Essere espliciti con le nuove famiglie fin dal loro primo ingresso nel mondo della scuola dell’infanzia sui ruoli, i compiti e la mansioni di ciascuno, permette di creare degli argini ben delineati all’interno dei quali far nascere alleanze e collaborazioni basate sulla conoscenza degli intenti educativi e sulla loro condivisione, potendo ovviamente anche evidenziare eventuali cose che non vanno ma in un’ottica di miglioramento, poiché nessuna scuola è perfetta, tutto è migliorabile ma il dialogo e la ricerca di soluzioni sono sicuramente le uniche strade costruttive percorribili.

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