Mensa e gite scolastiche, la guida per la detrazione delle spese

Mense e gite scolastiche detraibili, l’Agenzia delle Entrate aveva annunciato la misura nel nuovo 730 del 2017 giorni fa con una nota stampa. Ora arriva la circolare esplicativa che spiega nel dettaglio cosa fare e quali documenti produrre. Un testo di 324 pagine che, per chi avrà la pazienza di studiarlo, si può scaricare direttamente da questo link.

Detrazione spese scolastiche, ecco come fare

Da pagina 84 a pagina 86 del documento, ecco l’analisi dettagliata per quanto riguarda le spese di istruzione non universitarie, che sul 730 si trovano al rigo E8/E10. In base all’articolo 15, comma 1, lettera e-bis, del TUIR si apprende che “sono detraibili nella misura del 19 per cento le spese di istruzione non universitaria” che, a partire dalla legge sulla “buona scuola” sono state distinte da quelle universitarie.

Detrazione spese scolastiche: in quali casi?

La detrazione spetta in relazione alle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia (scuole materne), primarie e secondarie di primo grado (scuole elementari e medie), secondarie di secondo grado (scuola superiore), sia statali sia paritarie private e degli enti locali. Non solo, la detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

Quali spese si possono detrarre?

Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano le tasse (a titolo di iscrizione e di frequenza) e i contributi obbligatori. Vi rientrano, inoltre, in quanto connesse alla frequenza scolastica, i contributi volontari e le erogazioni liberali. In particolare si tratta delle spese per:

– la mensa scolastica (Circolare 02.03.2016 n. 3/E risposta 1.15) e i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola

– le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (dunque corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l’assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti. La delibera va richiesta, invece, nel caso in cui la spesa per il servizio scolastico integrativo non sia sostenuta per il tramite della scuola, ma sia pagata a soggetti terzi.

Non si possono detrarre…

Niente detrazione invece per l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado; servizio di trasporto scolastico.

Limite di detraibilità

Quanto al limite di detraibilità, la detrazione è calcolata su un importo massimo di euro 564 per l’anno 2016 per alunno o studente. La detrazione non è cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici, ma riferita al singolo alunno. Pertanto, ad esempio, il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione in esame non può fruire anche di quella prevista per le erogazioni liberali. Il contribuente con due figli se per uno di essi non si avvale della detrazione per le spese di frequenza scolastica può avvalersi della detrazione per le erogazioni liberali. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno siano state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni.

Detrazione spese scolastiche: i documenti da conservare

C’è ovviamente della documentazione da controllare e conservare. Il contribuente dovrà esibire e conservare le ricevute o quietanze di pagamento. Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere documentate mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno. Nello schema fornito dall’Agenzia, ecco la documentazione necessaria.

Per le spese sostenute per la mensa scolastica:

– ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento con riportata nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno;

– qualora il pagamento sia stato effettuato in contanti, con altre modalità di pagamento o con l’acquisto di buoni in formato sia cartaceo sia elettronico, attestazione del soggetto che ha ricevuto il pagamento o della scuola che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

Per le gite scolastiche, l’assicurazione della scuola e altri contributi scolastici finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa:

ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2016 e i dati dell’alunno o studente;

– qualora il pagamento sia stato effettuato nei confronti di soggetti terzi attestazione dell’istituto scolastico dalla quale si rilevi la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente.