Notizie, commenti e indiscrezioni sul mondo della scuola. La newsletter settimanale di Tuttoscuola, la rivista per insegnanti, genitori e studenti. domenica 19 febbraio 2012 SOMMARIO
Verranno discussi nei prossimi mesi davanti ai giudici del lavoro migliaia di cause avviate un anno fa dal Codacons con una class action contro il Miur a favore dei precari della scuola. Secondo i dati diffusi a suo tempo, sono più di 17 mila i precari che con quella azione giudiziaria chiedono la trasformazione a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro (con relativi arretrati). Altre decine migliaia di precari, tramite organizzazioni sindacali, hanno presentato ricorsi individuali con le stesse rivendicazioni. In tutto sarebbero almeno 40 mila le cause che pendono come macigni sul Miur. Le azioni giudiziarie della class action sono state avviate formalmente nel dicembre scorso, ma, e qui sta la novità, l’Avvocatura dello Stato, chiamata a difendere l’Amministrazione scolastica, ha preferito non caricarsi di questo onere giudiziario, avvalendosi di una possibilità offerta dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo 165/2001. “Trattasi di controversia relativa a rapporto di lavoro – scrive l’Avvocatura – per la quale codesta P.A. può stare in giudizio avvalendosi di propri funzionari”. “Considerata la natura della presente controversia – prosegue – ritiene di non dover assumere direttamente la trattazione della causa”. È sorprendente quel “considerata la natura delle presente controversia”, che sembrerebbe alludere ad una controversia giuridica di scarso rilievo, tanto da rendere superflua la discesa in campo dell’organo supremo cioè dell’Avvocatura, che ha come fine istituzionale la difesa in giudizio della Pubblica Amministrazione. Una rinuncia che testimonia una sottovalutazione della portata della questione, che in caso di esito sfavorevole del giudizio potrebbe avere forti ripercussioni non solo economiche anche di valenza politica. Ma chi sono i funzionari pubblici che dovrebbero, da soli, affrontare la causa? I direttori generali scolastici regionali e i dirigenti scolastici firmatari dei contratti di lavoro a tempo determinato ora impugnati. Direttori generali e dirigenti scolastici a mani nude, senza l’assistenza giuridica delle avvocature distrettuali, sono chiamati a difendere personalmente i provvedimenti dell’amministrazione nelle controversie giurisdizionali, in condizioni di evidente inferiorità anche sotto l’aspetto dell’esperienza professionale, aprendo la strada al quasi sicuro successo della class action. Il Codacons ringrazia. E il ministro Profumo?
2. Il dirigente scolastico davanti al moloch del Codacons Centinaia di dirigenti scolastici hanno ricevuto in questi giorni citazioni in giudizio davanti al giudice del lavoro, in quanto firmatari di contratti di lavoro a tempo determinato sottoscritti negli anni scorsi. Altre centinaia (o migliaia) di loro colleghi riceveranno la stessa citazione nei prossimi giorni. La citazione è conseguente al fatto che l’Avvocatura dello Stato ha deciso di non assumere la trattazione della causa, nonostante la rilevanza complessiva del contenzioso promosso con una class action dal Codacons, che dispone di strutture organizzate, competenti ed esperte in questo tipo di contenziosi. Davanti al giudice del lavoro i dirigenti scolastici non potranno disporre di un difensore. Saranno da soli anche nel preparare l’eventuale documentazione difensiva. A dir il vero una legge di questa estate (la n. 106/2011) ha escluso che in Italia possa essere applicata per il personale scolastico una direttiva europea che dispone la trasformazione dei rapporti di lavoro continuativi in contratti a tempo indeterminato. Forse per questo l’Avvocatura dello Stato non ha voluto assumere la causa. I giudici del lavoro potrebbero, quindi, archiviare la causa vanificando la class action del Codacons. Ma, mentre il ricorso del Codacons, sviluppato in una quarantina di pagine e argomentato con approfondite considerazioni di merito e di legittimità, potrebbe convincere il giudice a non considerare applicabile quella legge, l’eventuale memoria difensiva dei dirigenti scolastici potrebbe a malapena scalfire il peso del ricorso. In tutta questa vicenda i direttori generali regionali e i dirigenti scolastici, lasciati soli a cavarsela senza una specifica competenza professionale, anche metodologica, adeguata all’occorrenza, verranno distolti dai loro compiti istituzionali che, di questi tempi, non sono certamente leggeri.
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Da quando la legge (Testo Unico art. 74) aveva fissato in almeno 200 il numero dei giorni di lezione e il decreto legislativo 112/1998 aveva attribuito alle Regioni la competenza nel definirne la quantificazione e l’articolazione sul proprio territorio, non era forse mai successo che si registrasse una situazione pressoché generalizzata di tanti giorni di chiusura delle scuole come è avvenuto in queste ultime settimane. In molti Comuni la quantità di giorni di lezione ha fatto scendere decisamente i giorni di lezione sotto il limite dei 200, ponendo le istituzioni scolastiche di fronte ad un dilemma: far finta di niente oppure recuperare i giorni necessari (ad esempio, nelle vacanze pasquali)? C’è chi ha chiesto al Miur di pronunciarsi, ma la competenza esclusiva è delle Regioni, di ciascuna regione. Tocca a loro pronunciarsi, anche se in qualche caso, alcuni Uffici scolastici regionali, come è successo in Emilia-Romagna, hanno proceduto in loro vece invocando le cause di forza maggiore per giustificare lo sforamento del tetto minimo. C’è stato anche chi ha proposto di abrogare per legge quel limite dei 200 giorni. Per quest’anno, comunque, sarebbe opportuno per prevenire comportamenti valutativi differenziati sul territorio nazionale che la Conferenza Unificata delle Regioni assuma una posizione chiarificatrice per tutte le istituzioni scolastiche del loro territorio, che comunque valuteranno caso per caso se tali assenze abbiano pregiudicato la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni. 4. Il calendario scolastico travolto dalla neve/2. Sulla validità dellanno decidono le scuole Per gli studenti di scuola secondaria di I e di II grado le norme di legge prevedono l’obbligo di frequenza delle lezioni per almeno tre quarti del monte ore annuo. La disposizione, confermata anche nel regolamento sulla valutazione (dpr 122/2009), misura la presenza richiesta in ore di lezione, anziché in giorni, in base all’orario annuo previsto per le diverse tipologie di istituto. L’anno scorso il Miur, con la circolare n. 120 del 3 marzo 2011, ha fornito criteri per una corretta applicazione della norma, precisando, tra l’altro, che “le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite [dei tre quarti di presenza del monte ore annuale]. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati”. L’emergenza neve si può considerare caso eccezionale rientrante nella competenza nella definizione della deroga da parte dei singoli istituti? Le assenze di cui si parlava inizialmente sembravano essere soltanto quelle dovute a motivi di salute, ma nella stessa circolare il Miur si precisava che “Ad ogni buon conto, a mero titolo indicativo e fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, si ritiene che rientrino fra le casistiche apprezzabili ai fini delle deroghe previste, le assenze dovute a… (segue un elenco non esaustivo). Spetta, dunque, alle singoli istituzioni scolastiche definire i casi di deroga. E le assenze per causa di forza maggiore, come quelle dovute alla neve, certamente possono essere incluse a pieno titolo nella deroga. È opportuno forse che, ad evitare complicazioni, i collegi dei docenti si pronuncino per integrare eventualmente precedenti deroghe circoscritte soltanto a motivi di salute. 5. Il calendario scolastico travolto dalla neve/3. Lemergenza annulla gli obblighi di servizio? La neve ha avuto effetti negativi, come si sa, sulla regolarità delle lezioni. Sono poche le città che non hanno dovuto chiudere le scuole a seguito di ordinanze specifiche dei sindaci. Vi sono stati anche casi, come quello della prima nevicata su Roma, in cui il sindaco non ha disposto la chiusura delle scuole, bensì soltanto la sospensione dell’attività didattica, come succede, ad esempio, in caso di sciopero parziale da parte del corpo insegnante con scuole che restano aperte per accogliere e assistere gli alunni che comunque si presentano (nel caso di sciopero parziale l’attività a scuole aperte viene disposta dal capo d’istituto). Con scuole aperte e attività didattica sospesa causa neve, quali sono gli obblighi di servizio del personale? Per gli insegnanti la risposta è molto chiara, visto che tra le loro competenze rientra anche l’onere della vigilanza sui minori. A scuola aperta con la didattica sospesa i docenti dovevano tutti essere presenti e occuparsi in vario modo dei loro alunni. Per il personale Ata qualcuno ha sollevato dubbi circa tale obbligo, visto che la sospensione delle attività didattiche riguarda appunto i docenti. Ma se a scuola vi sono alunni (e potrebbero esserci tutti) debbono esserci per le normali incombenze di pulizia, vigilanza e interventi vari anche i collaboratori scolastici (bidelli). Per il personale amministrativo degli uffici la neve a scuole aperte non ha annullato i normali impegni di servizio, l’eventuale chiamata per sostituzione di personale docente assente, lo sportello per i genitori. D’altra parte, quando in corso d’anno nelle scuole non vi sono attività didattiche (vacanze natalizie, pasquali, estive, ecc.) il personale Ata è regolarmente in servizio. _______________________________________________________
Orazio Niceforo, Valore legale o certificazione dei titoli? e Licei di 4 anni? Parliamone - Nella sezione ‘Politica scolastica’ articoli di - Speciale Piemonte, con approfondimenti sui temi La governance dell’ufficio scolastico regionale: progetti, azioni e attività - Obiettivo docente con articoli di Filomena Rossi, Orientamento, curricolo e competenze - Turismo scolastico “School of Hard Rock” - Speciale viaggi di studio, a cura di Antonella Calzolari EF, una vacanza studio per cambiare prospettiva - In Sport e disabilità Wheelchair rugby, l’emozione dell’esordio azzurro - La rubrica Europa chiama scuola di Antonio Augenti Richiedere telefonando allo 06 6830.7851 ________________________________________________________________ 6. Attuazione Titolo V/1: la Lombardia prova a forzare la situazione L’articolo 8 del disegno di legge “Misure di crescita per lo sviluppo economico e l’occupazione”, approvato dalla Giunta Regionale lombarda, riconosce alle istituzioni scolastiche la funzione di “organizzare”, a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013, concorsi per il reclutamento del personale docente necessario a svolgere le attività annuali, secondi criteri stabiliti dalla giunta Regionale, previa intesa con il Governo. Il fatto ha acceso un dibattito vivace perché solleva problemi più generali nel quadro dei rapporti Stato-Regioni in materia d’istruzione e formazione. Le nette prese di posizioni delle organizzazioni sindacali, sorprese per l’iniziativa, hanno trovato un terreno fertile in quanto lo scenario operativo delineato dalla legge regionale non è dei più limpidi per i tanti, troppi dubbi aperti che sarà utile chiarire il prima possibile andando più nel dettaglio rispetto alle indicazioni del testo. E’ evidente l’intenzione della Regione Lombardia di voler comunque procedere in un solitario processo di attuazione parziale della riforma del Titolo V perché gli inadempimenti ormai più che decennali del Miur hanno disatteso le motivazioni più volte manifestate da tutte le Regioni, di adozione da parte dello Stato dei provvedimenti di completamento del trasferimento sia delle competenze loro attribuite dal D.Lgs 112/98, sia di quelle ulteriori risultanti dal Titolo V, parte seconda della Costituzione. Il ministro Profumo durante il recente question time alla Camera ha sottolineato che “… nell’ambito della Conferenza Stato- Regioni …. saranno ricercate soluzioni condivise, ivi inclusa la possibilità di avviare progetti sperimentali sul reclutamento …. ferma restando la competenza esclusiva dello Stato a dettare la disciplina della materia”. Sulla vicenda ogni giudizio è legittimo sul piano politico ma l’analisi dei fatti e dei comportamenti che hanno caratterizzato l’interlocuzione Stato-Regioni documenta che fin dal 14 dicembre 2006 la Conferenza delle Regioni e delle province autonome all’unanimità ha assunto concrete iniziative per la definizione di regole che avrebbero consentito al Miur e alle Regioni di assumere condivise decisioni di sistema per il settore istruzione. Questa esigenza non ha trovato risposta per l’immobilismo bloccante del Miur. 7. Attuazione Titolo V/2: la vera urgenza è un quadro di regole condiviso L’Accordo Quadro di attuazione del Titolo V per il settore istruzione, frutto del lavoro congiunto del Miur, Mef, delle Regioni e delle autonomie locali, condiviso nel maggio 2010 nella sede tecnica della Conferenza Unificata, non è stato ancora ratificato dal Miur. L’Accordo, pur costituendo l’esito di un lungo percorso di confronto e di analisi, segnava l’inizio di una fase di concretizzazione dell’intera impalcatura del sistema, perché faceva chiarezza sui processi, sui contenuti, sulle finalità, sui tempi, sulle modalità di attuazione della riorganizzazione istituzionale del sistema educativo. La tematica centrale dell’Accordo riguardava, infatti, la gestione del personale e la sua dipendenza funzionale dalle Regioni. Non si vedono ragioni politiche e inopportunità per le quali non possa essere ripresa la proposta che, tra l’altro, impegnava Stato-Regioni alla verifica congiunta dei risultati dell’applicazione dell’Accordo e alla ridefinizione dei contenuti dello stesso che nel tempo, in relazione allo sviluppo della legislazione nazionale e regionale, non fossero più ritenuti adeguati. E’ evidente, peraltro, che, per la ristrettezza dei tempi a disposizione di questo Governo, non si può procedere a realizzare tutto questo complesso programma, ma se anche l’attuazione fosse necessariamente parziale, appare tuttavia importante elaborare un disegno unitario, capace di dare coerenza ai vari temi da affrontare. La formalizzazione dell’Accordo potrebbe già costituire, se condotta con una prospettiva coerente ed unitaria, un primo modo per dimostrare la volontà di avviarsi sulla strada della riorganizzazione istituzionale del sistema scolastico per perseguire l’interesse della scuola - che è una risorsa di tutti - e per dare un’iniezione di fiducia agli italiani sul futuro unitario del Paese. Quale scenario prevarrà? Difficile dirlo. Sono da evitare gli atteggiamenti estremi. Il recupero del lavoro già svolto è possibile solo se vi è una chiara individuazione politica degli obiettivi, prima ancora di quella tecnica degli strumenti. _______________________________________________________ DA BERLINGUER A GELMINI Come (non) cambia la scuola di Orazio Niceforo Editoriale Tuttoscuola, 2010 Un libro indispensabile per chiunque desideri conoscere in modo approfondito la storia della scuola italiana negli ultimi quindici anni. Utilissimo per la preparazione ai concorsi a dirigente scolastico e a dirigente tecnico. Il volume può essere acquistato (euro 13 + spese sped.) dal sito www.tuttoscuola.com, oppure direttamente presso Tuttoscuola in Roma, via della Scrofa 39, oppure chiedendone l’invio per posta per telefono 8. Comitato Paralimpico: sport a scuola per studenti con difficoltà psico-motorie Il Comitato Paralimpico Regionale Lazio, nel quadro dell’accordo sottoscritto con il Miur, promuove, in collaborazione con il CONI e l'Inail Lazio, iniziative di aggiornamento in servizio per il personale docente della scuola di ogni ordine e grado. Le iniziative, che hanno lo scopo di dare sistematicità agli sforzi volti all’ampliamento e all’aggiornamento delle competenze e delle conoscenze dei docenti rispetto al mondo dello sport, si svolgeranno tra marzo e maggio 2012 nelle 5 province del territorio regionale (Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo). Partendo dalla premessa che lo sviluppo professionale è essenziale, il corso rappresenta un momento formativo e di orientamento che si avvale della collaborazione di formatori nazionali appartenenti al CONI, di esperti nazionali per l'attività motoria scolastica. Si ribadisce così l'importanza della pratica sportiva e dei valori che lo stesso sport può trasmettere, come strumento di aggregazione e sviluppo di relazioni sociali soprattutto per i ragazzi disabili. Daranno un contributo formativo al corso anche gli interventi di dirigenti e professionisti dell'INAIL, i quali descriveranno la loro esperienza nella promozione delle attività sportive dei loro assistiti. Il programma degli incontri coinvolgerà i docenti delle scuole, con la previsione di un I° modulo di mattina, dedicato alla scuola primaria ed una sessione pomeridiana, con un II° modulo dedicato alla scuola secondaria. Sarà posto l'accento sull'importanza del gioco nell'apprendimento scolastico e sul valore dello sport come successo di vita, dando degli spunti tecnici per l'organizzazione dei giochi sportivi studenteschi. Per quanto riguarda la provincia di Roma, il corso sarà ospitato il 6 marzo 2012 presso l'Istituto Comprensivo Teodoro Mommsen, in via Teodoro Mommsen, 20. I docenti interessati a partecipare all’iniziativa di formazione potranno rinvenire il modulo di iscrizione e il programma completo degli eventi formativi nella sezione circolari eventi e documenti del sito www.ciplazio.it e su www.tuttoscuola.com 9. O la scuola o la vita. Se ne parla a Bologna Il seminario internazionale annuale dell’ADi (Associazione Docenti Italiani), in calendario a Bologna nei giorni 24 e 25 febbraio 2012, è dedicato quest’anno agli studenti, come evidenzia il titolo ‘O la scuola o la vita. Gli studenti, questi sconosciuti’. Al centro delle attività seminariali sarà posto il confronto - ma per certi aspetti lo scontro, e comunque la divaricazione - tra gli studenti del XXI secolo e il modello culturale scolastico tradizionale cui è legata la grande maggioranza degli attuali insegnanti, la cui età media è in Italia particolarmente elevata. I relatori italiani e stranieri (tra i quali François Dubet, Cécile Carra, Paul Kelley e Norberto Bottani), esamineranno il tema dal punto di vista sociologico, pedagogico e istituzionale, ed è prevista anche la testimonianza di un gruppo di studenti, che daranno luogo a una rappresentazione teatrale guidati dalla regista Rossella Dassu. Tra i relatori italiani sono previsti contributi di Luisa Ribolzi, Michele Pasqualotto, Marcello Dei, Cristina Bonaglia, Luigi Illiano, Rosario Drago e Orazio Niceforo, redattore di Tuttoscuola, che affronterà il tema ‘Gli invisibili: i ragazzi che sfuggono alla scuola’ utilizzando anche i risultati delle indagini e dei rapporti che la rivista ha dedicato all’analisi del problema. Le conclusioni del seminario sono affidate alla presidente ADi Alessandra Cenerini. 10. La normativa della settimana Dichiarazione titoli concorso dirigenti scolastici
Dichiarazione titoli concorso dirigenti scolastici Il MIUR ha comunicato, con nota dello scorso 14 febbraio, che la dichiarazione del possesso dei titoli da parte degli aspiranti, ammessi oppure ammessi con sospensiva alle prove scritte per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, dovrà essere effettuata, nell’ambito dell’applicativo Istanze On Line, entro il 16 marzo 2012. Dopo la data di scadenza del termine fissato gli Uffici Scolastici Regionali potranno accedere ai dati inseriti dai candidati nella dichiarazione, operare le valutazioni di propria competenza e registrare i riscontri effettuati.
Presentazione via web domande mobilità personale docente Con nota dello scorso 16 febbraio, ed in attesa che vengano definiti i tempi per la presentazione delle domande di mobilità, il MIUR ha comunicato che le istanze dovranno essere inoltrate via web utilizzando il sistema POLIS, già in vigore da alcuni anni. Rispetto al passato, potranno trasmettere on line le domande di mobilità anche i docenti di scuola dell’infanzia. La nota fa presente che i docenti che si sono già accreditati al sistema POLIS possono utilizzare le credenziali già assegnate, purché non siano trascorsi più di 15 mesi dall’ultimo accesso al sistema. In attesa, comunque, che siano definiti le scadenze per la presentazione delle domande, è opportuno che quanti non sono ancora accreditati inseriscano i propri dati nella funzionalità Istanze on Line.
Assistenti di lingua straniera in Italia Con nota dello scorso 9 febbraio, il MIUR informa le istituzioni scolastiche della possibilità di accogliere un assistente di lingua straniera per l’anno scolastico 2012/2013, che potrà essere affiancato ad un docente di lingua straniera per 12 ore settimanali. La nota indica la ripartizione dei posti disponibili – 261 – tra le regioni e le diverse lingue comunitarie (inglese, francese, spagnolo e tedesco). Entro il 12 marzo gli Uffici scolastici regionali dovranno far pervenire al MIUR un elenco di istituzioni scolastiche alle quali assegnare gli assistenti di lingua straniera. La nota precisa i criteri cui dovranno attenersi gli USR per individuare le scuole. Non saranno prese in considerazione candidature autonome fatte pervenire direttamente dalle scuole.
Avviso EX-INPDAP su riscossione pensioni Sul sito (www.inpdap.gov.it) dell’ex INPDAP – ora confluito nell’INPS – è stato pubblicato un avviso che fornisce indicazioni ai pensionati dell’ente in merito alla riscossione delle pensioni a partire dal mese di marzo 2012. L’avviso ricorda che le nuove norme della manovra finanziaria hanno introdotto dei limiti al pagamento in contanti a partire dal 7 marzo 2012. Tali limiti prevedono l’impossibilità da parte dell’Istituto di effettuare il pagamento in contanti per importi pari o superiori a 1000 euro. Le pensioni pari o superiori a tale importo possono essere accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata. Pertanto, i pensionati che percepiscono ancora la pensione in contanti devono far pervenire immediatamente all’ente il codice IBAN del conto su cui saranno versati gli importi mensili. In caso contrario, non sarà possibile il pagamento della pensione, anche se spettante. L’ente suggerisce la riscossione su conto corrente anche a chi percepisce una pensione inferiore a mille euro mensili, in considerazione della possibilità di superamento di tale somma in caso di accreditamento di emolumenti arretrati, tredicesima o rimborsi.
11. TuttoscuolaMEMORANDUM Dentro le scadenze della scuola 21 febbraio: Giornata nazionale del Braille
21 febbraio: Giornata nazionale del Braille La legge 3 agosto 2007, n. 126, ha istituito la "Giornata nazionale del Braille", da celebrarsi annualmente il giorno 21 del mese di febbraio, quale momento di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti. La legge prevede, tra l’altro, che nell'ambito di tale giornata, le amministrazioni pubbliche e gli altri organismi operanti nel settore sociale possono promuovere idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, nonché studi, convegni, incontri e dibattiti presso le scuole e i principali mass-media, per richiamare l'attenzione e l'informazione sull'importanza che il sistema Braille riveste nella vita delle persone non vedenti.
24 febbraio-7 marzo: scadenze rinnovo RSU Il calendario definito per le operazioni di rinnovo delle RSU prevede una serie di scadenze: - 24 febbraio 2012: affissione delle liste elettorali all'albo dell'amministrazione. - 5-7 marzo 2012: votazioni.
29 febbraio: programma annuale In base al regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche, emanato con decreto interministeriale n. 44/2001, per l’anno 2012 i consigli di istituto devono approvare il programma annuale, anche senza il prescritto parere del collegio dei revisori dei conti, entro il prossimo 14 febbraio. Il MIUR, in considerazione della chiusura eccezionale delle scuole a causa della neve in varie regioni d’Italia, ha disposto il differimento di questo termine al prossimo 29 febbraio.
3 marzo: sciopero comparto scuola Le organizzazioni sindacali ANIEF, SISA e Gilda Unams hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata del 3 marzo per tutto il personale docente ed ata con contratto a tempo determinato ed indeterminato. Poiché l’azione interessa il servizio pubblico essenziale, ai sensi della legge 146/1990, devono essere osservate le regole previste dalla normativa. I dirigenti scolastici dovranno far pervenire i dati relativi alla astensione dal lavoro del personale docente ed amministrativo utilizzando il sistema informatizzato del Ministero – rete intranet – (www.mpi.it – sezione questionari e rilevazioni – voce rilevazione scioperi). Il questionario comprende anche la voce “trattenute”. La sezione deve essere compilata anche in caso di risposta negativa.
10-16 marzo: scadenze amministrative Come di consueto, in questo periodo le segreterie delle istituzioni scolastiche devono provvedere al versamento di una serie di contributi relativi agli emolumenti corrisposti al personale e alla gestione del conto corrente postale. Queste le scadenze: - 10 marzo: pagamento spese conto corrente postale relative al mese di febbraio - 15 marzo - versamento IRAP sugli stipendi del personale a tempo determinato corrisposti a febbraio - 16 marzo - versamento dell'IVA per le istituzioni scolastiche con lavorazioni in conto terzi (con annessa azienda agraria); versamento contributi INPS per collaborazioni coordinate e continuative; versamento ritenuta d'acconto per pagamenti effettuati a soggetti esterni all'amministrazione.
15 marzo – Ritiro candidati interni per esame di Stato Gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di II grado che intendono presentarsi come privatisti al prossimo esame di Stato, devono ritirarsi da scuola nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 15 marzo 2012. Tali studenti,in base a quanto disposto dall’annuale circolare ministeriale assumono lo stato di candidati esterni e, per essere ammessi a sostenere l’esame di Stato, dovranno presentare domanda entro il 20 marzo 2012 al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale.
15 marzo: insegnamento IRC Come previsto dalle norme concordatarie attualmente vigenti, il personale docente di ruolo dichiarato idoneo dall’Ordinario diocesano può confermare o meno, entro il 15 marzo di ogni anno, la propria disponibilità all’insegnamento della religione cattolica nella propria classe.
16 marzo: dichiarazione possesso titoli concorso a dirigente scolastico Il MIUR ha comunicato che la dichiarazione del possesso dei titoli da parte degli aspiranti, ammessi oppure ammessi con sospensiva alle prove scritte per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, dovrà essere effettuata, nell’ambito dell’applicativo Istanze On Line, entro il 16 marzo 2012. Dopo la data di scadenza del termine fissato gli Uffici Scolastici Regionali potranno accedere ai dati inseriti dai candidati nella dichiarazione, operare le valutazioni di propria competenza e registrare i riscontri effettuati.
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